L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità , incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.
Pier Paolo Pasolini
Vie Nuove n. 36, 6 settembre 1962
La fede nella consapevolezza è libertÃ
La fede nei sentimenti è debolezza
La fede nel corpo è stupidità .
L'amore nella consapevolezza evoca lo stesso in risposta
L'amore nei sentimenti evoca l'opposto
L'amore nel corpo dipende soltanto dal tipo e dalla polarità .
La speranza nella consapevolezza è forza
La speranza nei sentimenti è schiavitù
La speranza nel corpo è malattia.
Gurdjieff
Domanda: Riguardo al recente terremoto [indonesiano] e tsunami, c'è un grosso vociferare su internet che questo non sia stato un fenomeno naturale. Alcuni dicono che potrebbe essere stato un meteorite; altri dicono che era una bomba atomica USA; altro dicono che è colpa dell'India e di Israele che giocano nelle faglie degli abissi marini. E poi si specula su un'arma EM (Elettro-Magnetica). I New Agers dicono che è l'inizio di un ultimo 'Cambiamento della Terra'. E allora cosa ha causato questo terremoto che si è verificato ad un anno meno un'ora dopo il terremoto in Iran (Bam)?
Risposta: Pressione sulla terra. Nessuno dei suggerimenti proferiti. Ma ricorda che il ciclo umano rispecchia il ciclo delle catastrofi e la consapevolezza umana di massa gioca un ruolo.
D: In che modo la consapevolezza di massa gioca un ruolo?
R: Quando quelli in possesso di centri superiori sono bloccati dalla loro piena manifestazione di energia creativa, questa energia deve andare da qualche parte. Se non potete creare "fuori" voi create "dentro".
None are more hopelessly enslaved than those who falsely believe they
are free
Johann Wolfgang van Goethe (1749-1832)
"When you are the underdog in the fight, your weak position gives you the opportunity to fight on the side of beauty.
When you only have beauty to express yourself, to fight with, then you establish a feeling for beauty, for how you create from the ugly side of civilization."
Hany Abu Assad
venerdì, 03 luglio 2009
Iran Crisi Anticipata
SdT: Periodaccio questo, non riesco a stare davanti al monitor per più di un paio d'ore al giorno, poche per postare sul blog, il minimo necessario per leggere altrove come va il mondo.
Spero mi perdoniate! ;-)
Dopo l'ammicco, una faccetta triste :-( per quanto riguarda l'Iran, tanto per non fare il tragico e perdere punti in salute... ce ne vorrà molta per il prossimo inverno quando probabilmente tornerà ad affacciarsi al televisore lo spettro dell'influenza suina. Più difficile ancora, e qui tocchiamo ferro, sarà resistere ad una campagna forzata per la vaccinazione. Quello sì che sarà un veleno servito a larghe dosi! Appurato ormai che un organismo sano (il nostro, preferibilmente) è già di per se un organismo che repelle un virus, e gli antivirali fanno solo il gioco delle multinazionali farmaceutiche, e un cumulo di morti da fuoco amico.
Capitomboli a parte, la questione Iran e presunte elezioni fraudolente, sarebbe soltanto triste e tragicomica vista dagli USA, dove un Bush è andato avanti 8 anni a suon di voti taroccati (2000) ed elezioni inesistenti (2004), se non fosse per quella recente mossa di chiudere i battenti in Iraq che puzza tanto di prossima data guerrafondaia, da destinarsi alla porta accanto. Un preludio alla prossima carneficina della democrazia occidentale, o ennesima distrazione di massa (o entrambe le cose)?) Da cosa poi?
La farsa di Obama, detto O' Salvatore
20 Ottobre 2008, il democratico senatore Joe Biden, nonché viceprez di Obama, affermava:
"Mark my words," the Democratic vice presidential nominee warned at the second of his two Seattle fundraisers Sunday. "It will not be six months before the world tests Barack Obama like they did John Kennedy. The world is looking. We're about to elect a brilliant 47-year-old senator president of the United States of America. Remember I said it standing here if you don't remember anything else I said. Watch, we're gonna have an international crisis, a generated crisis, to test the mettle of this guy."
Che più o meno si traduce così:
"Attenzione a quello che dico", [dice Joe Biden] "Non saranno passati sei mesi prima che il mondo metta alla prova Barack Obama come fecero con John Kennedy. Il mondo sta guardando. Siamo sul punto di eleggere un brillante senatore 47enne a presidente degli Stati Uniti d'America. Ricordate quello che ho detto in piedi qui [davanti a voi] se non ricordate altro di quello che ho detto. Attenzione, avremo una crisi internazionale,una crisi generata, per testare il coraggio di questo ragazzo. "
Detto fatto. Profezia avverata. La crisi generata, mese più-mese meno, sembra proprio essere quella delle tanto attese elezioni iraniane, elezioni di cui già da tempo si conosceva l'esito, cioè la vittoria di Amhadinejad. (I sondaggi finanziati dai Rockefellers peraltro, non potevano di certo sbagliare!)
A seguire, una campagna propagandistica tale da toccare il più minuscolo organo di informazione nazionale d'occidente (bè, come definireste voi l'ormai cadavere Il Manifesto?) si espande a macchia d'olio, a marcare ancora un a volta l'abisso che separa controllori da controllati, elite da popolo, verità da menzogna.
Ecco perché mi limito a parlare di tristezza, è un lurido eufemismo, e io sono un egoista e alla mia salute ci tengo.
Marocco - Un comunicato dell'associazione An-nasir, che sostiene le famiglie dei detenuti islamici, promuove domani a Rabat un sit-in per l'intera giornata davanti al Ministero della Giustizia.
A sei anni dall'ondata di arresti indiscriminati e dai successivi processi iniqui, quali le condizioni di bambini e donne privi di padri, fratelli, figure di riferimento, e spesso i soli a lavorare?
Nel frattempo i detenuti islamici, in sciopero della fame nazionale, chiedono ancora una volta la liberazione.
Nell'imminenza del 6^ anniversario del tragico 16 maggio di Casablanca, alcuni giornali scrivono dei problemi aperti - rispetto della legge, presunzione di innocenza, garanzie del giusto processo, impunità dei servizi - e della ricaduta che la gestione autoritaria di questi anni ha provocato sulla società marocchina. Qualche giorno fa l'annuncio, senza particolari, dell'individuazione di una cellula, denunce delle famiglie di prelevamenti illegali e sparizioni, e poi il rilascio, senza spiegazioni, degli interessati…
Italia - Due articoli di ieri, un audio, Giovanni Bianchini e Andrea Minoglio:
- Vincenzo Greco - Unis@und, webradio dell'Università di Salerno -intervista Khadija, moglie di Kassim nello speciale del 7.04.09 « Viaggio all'inferno » sul tema dei detenuti italiani all'estero. In partenza per il Marocco ed in poco più di 8 minuti Khadija riassume la storia di Kassim, per chi non conosce ancora il caso o chi volesse ricordarne i fatti.
-BORDER, LimitedNoArtGallery, Milano 25 marzo 2009 - Tra gli altri, Giovanni Bianchini presenta Extraordinary Renditions - l'installazione con il video Consegnato di Andrea Minoglio, sulla storia di Kassim, idea e soggetto di Andrea e Giovanni. Foto e video dal sito di Andrea qui
« Viaggio all'inferno » - lo speciale presenta più casi di cittadini italiani che condividono la detenzione in un paese lontano, i loro problemi ed i rapporti con le autorità italiane - è scaricabile qui (pagina Il meglio degli Speciali di Unis@und).
L'intervista a Khadija, è scaricabile qui (pagina LeInterviste di D7 Diariosette, nuovo settimanale on line, diretto da Vincenzo Greco).
Questa notte, le forze di occupazione israeliane hanno bombardato le case dei cittadini palestinesi situate ad est del campo profughi al-Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza.
Secondo fonti locali e testimoni oculari, "mezzi meccanici e carrarmati che stazionano in prossimità della postazione militare israeliana 'Meghen', al confine orientale della Striscia, hanno aperto il fuoco all’impazzata, utilizzando mitragliatrici pesanti, verso le case e le proprietà dei cittadini palestinesi situate ad est del campo profughi, causando ingenti danni materiali.
Non ci sono segnalazioni di vittime". Le forze di occupazione israeliane di stanza lungo la frontiera di Gaza sparano ogni giorno contro i cittadini, soprattutto contro gli agricoltori che lavorano le loro terre. Nella città di Khuza'a a est della città di Khan Youis, nel sud della Striscia di Gaza, i testimoni oculari hanno riferito che durante la notte hanno udito violenti scontri tra resistenti palestinesi e le forze israeliane penetrate nella zona.
In un comunicato stampa, le Brigate al-Quds, il braccio armato del Jihad islamico, hanno affermato di aver sventato un tentativo di invasione, da parte delle forze di occupazione, nella zona a est della cittadina di Khuza'a. Hanno parlato anche dell’esplosione di due ordigni contro una forza di fanteria israeliana.
Nel nord di Gaza, i testimoni oculari hanno riferito che "gli aerei da guerra israeliani sorvolano a bassa quota e massicciamente il cielo a nord-est della Striscia di Gaza".
Hebron – Infopal. L’occupazione israeliana ha informato i proprietari di cinque case di Khirbat Deir Sa‘ida - nei pressi della cittadina di adh-Dhahiriyah, a sud di Hebron - della prossima demolizione delle loro case. Il motivo di questa decisione sarebbe la mancanza della licenza di costruzione.
Lunedì 6, fonti del comitato per la difesa dei territori della provincia hanno infatti riferito che cinque famiglie di Khirbat Deir Saida hanno ricevuto l’ordine militare di evacuazione dal cosiddetto “consiglio supremo per la regolamentazione” israeliano.
Le demolizioni, oltre alle case, comprenderebbero capannoni e strutture agricole, tra i cui proprietari si conoscono i nomi di Hujja al-Hawarin, Ismail al-Hawarin e Nidal al-Hawarin.
Le stesse fonti hanno affermato che i proprietari delle case hanno già presentato ricorso per fermare le operazioni, che essi stessi hanno definito decisioni “punitive per cacciarci via dalle nostre proprietà insieme alle nostre famiglie”.
L’esperto in topografia e colonialismo, Abd al-Hadi Hantash, ha dichiarato: “I nuovi avvisi per la distruzione delle abitazioni di Khirbat Deir Saida fanno parte della campagna di demolizioni israeliana, che ha già toccato 54 tra case e strutture nella provincia di Hebron durante il mese scorso, e che coincide con un nuovo avanzamento del colonialismo sionista in diverse zone della provincia”.
Hantash ha inoltre precisato che l’operazione di espansione coloniale è in atto in molti insediamenti, ad esempio con le due colonie di Tineh e Shamaa, costruite sui terreni sequestrati agli abitanti di adh-Dhahiriyah, e con le colonie di Suseh, Avigayel, Maun e Karmail, a sud-est di Yatta; simili estensioni territoriali avvengono nelle colonie di Kharsina e in altri focolai coloniali al centro e a est della città di Hebron.
di Sam Smith - prorev.com
traduzione CdC - Marco Orrù
I problemi che ci troviamo ad affrontare ed i problemi che ci troviamo ad affrontare cercando di risolvere i problemi che ci troviamo ad affrontare, hanno non poco a che fare con la cultura narcisistica che ha invaso la politica, la vita sociale ed il mondo dello spettacolo negli ultimi trent’ anni.
Ci è stato insegnato a considerare il successo personale piú importante della collaborazione, della comunitá, degli obiettivi comuni, dello sviluppo comune e delle norme e valori condivisi (come democrazia e commercio equo e solidale): in poche parole piú importante di quei valori da cui traggono beneficio un numero ampio di cittadini invece che soltanto pochi. Avendo accettato proprio quei valori che ci incoraggiano a spingerci oltre il limite, ci troviamo ora in una posizione difficile per poter risanare il caos che hanno creato. Si aggiungano poi fattori isolanti caratteristici della nostra societá come TV e incremento demografico fino ad arrivare agli Ipods, cosi che trovare una via per tornare ad una normalitá sociale, politica ed economica risulta considerevolmente arduo.
Un buon inizio consisterebbe nel porre fine alla cieca adulazione di personalitá artistiche, sportive, affaristiche e politiche per la loro apparenza invece che per il loro valore concreto. Dovremmo liberarci dalla dipendenza iper-manipolata da individui iper-esaltati.
Per esempio, riguardo la politica, ci troviamo avvinghiati dal fascino esercitato da individui di successo piuttosto che uniti in una causa comune o motivati da valori concreti. Non ha molta importanza che si tratti di Sarah Palin o di Barack Obama. Questi fanno parte dello stesso fenomeno: politici che in realtá conosciamo troppo poco per poterci proiettare sopra cosi tanti sogni e speranze.
La maggior parte dei sostenitori di Obama, per fare un esempio, non aveva quasi la minima idea riguardo la posizione dello stesso presidente su diverse questioni, cosicché ora ne dovrá prendere atto un pó per volta col passare del tempo. Nella cultura odierna un uomo sufficientemente attraente puó evidentemente da senatore di stato (e quindi da persona pressoché sconosciuta) arrivare alla Casa Bianca in soli quattro anni. Questo dice poco su Obama, ma molto riguardo le nostre posizioni su argomenti come guerra, ambientalismo ed economia. giudichiamo positivamente una personalitá e speriamo per il meglio.
L’ importante è che il politico in questione si comporti come un leader: in questo modo non ci comportiamo da cittadini ma da direttori di Tutti gli uomini del presidente [titolo originale West Wing, ndt] in formato reality.
Per fare in modo che ció avvenga c’è bisogno di due cose: un pubblico che si preoccupa facilmente ed un personaggio che sia in grado di sfruttare l’ isteria generale. Non c’è da stupirsi che l’ ambizioso di turno si renda conto di ció e ci giochi sopra.
Se mi si consente, Obama è soltanto l’ esempio piú lampante di questo fenomeno. La ragione per cui è stato in grado di vincere le elezioni è data dal fatto che l’ opinione pubblica ha accettato da tanto uno scenario simile nel cinema, negli affari e negli organi di informazione. Idee, problemi, principi, capacitá di memoria e analisi hanno perso importanza; ció che conta oggi è un individuo che sia in grado di suscitare credibilitá in uno scenario simile.
Questo è un invito ai narcisisti per il controllo delle nostre vite.
Siamo arrivati ad una situazione del genere con l’ aiuto delle fantasie televisive, cattivi libri che cercano di spiegare come diventare dei buoni manager, genitori educano i loro figli in modo da essere i migliori di tutti, ed un approccio al potere modellato su rivenditori d’ auto che si rifá al periodo in gli stessi erano ancora in grado di vendere automobili, ma nella nostra cultura tutto ció non viene discusso. Quindi non deve sorprendere il fatto che il patrigno di Bill Clinton fosse un alcolizzato, violento e che perse la Buick a causa della cattiva gestione dell’ azienda e dello sperpero delle proprie risorse; egli era perfino colpevole di violenze fisiche nei confronti dei propri familiari, compreso il giovane Bill. Stando a quando a quanto riferisce l’ FBI e la polizia locale, lo zio di Bill, Raymond (nel quale il giovane Clinton cercava sostegno e saggezza), era un eccentrico rivenditore d’ auto, proprietario di slot machine e sale da gioco, che aveva perfino contatti con la criminalitá.
Un ragazzino vittima di abusi cresciuto in mezzo a truffatori: terreno assai fertile per lo sviluppo di una personalitá narcisistica. Ma il narcisismo puó anche scaturire dal sentirsi dire costantemente che si è speciali; diciamo come nel caso di uno studente di colore alla facoltá di legge ad Harvard, oppure un senatore nero di talento peraltro difficile da trovare in certi ambienti. Ma l’ arte del narcisismo puó anche essere insegnata alla facoltá di economia come chiave per il successo nella leadership aziendale, oppure si puó apprendere dai film o dalla TV, imitando coloro i quali si arricchiscono nel mondo del baseball o a Wall Street.
In breve, viviamo in una cultura che coltiva, insegna e celebra il narcisismo e tutto ció ad esso legato, e questo potrebbe essere uno dei maggiori ostacoli alla guarigione dal nostro passato piú recente.
SdT: Spiare a suon di videocamere a circuito chiuso e intercettazioni telefoniche è diventato un tema scottante da più di dieci anni, soprattutto a cominciare dal mattino della nascita dei pacchetti sicurezza - l'11 settembre 2001.
Negli USA e nel Regno Unito questo è il Big Brother, il Grande Fratello che con il suo occhio digitale spia sulla popolazione a fini di controllo, giustificandosi con tonnellate di documenti su sicurezza e terroristi, per il nostro bene, ma soprattutto per le nostre ansie e timori, inoculati come vaccini dalle controindicazioni devastanti: vero e proprio mercurio (non quello alchemico, ahimè) a spappolare quei pochi neuroni rimasti.
Ditemi se non mi sono perso qualcosa, ma qui in Italia il punto sulle intercettazioni e sulla privacy sembra andare in controtendenza rispetto a quanto accade all'estero. Mentre il Grande Fratello è per antonomasia lo strumento che dall'alto spia sulla popolazione, qui da noi è il Governo che fa di tutto per non essere spiato. Prima con Gladio e la P2, oggi con le inchieste Poseidone e Why Not di De Magistris...
Ma veniamo al dunque del giornalista del Guardian, che smonta la logica dietro il sempre più fitto sistema di sorveglianza che si sta allargando a macchia d'olio partendo dalla City:
Questa settimana Sir David Omand, l'ex coordinatore di sicurezza e di intelligence della Whitehall, ha descritto come lo Stato dovrebbe analizzare i dati sulle persone fisiche, al fine di individuare sospetti terroristi: informazioni sugli spostamenti, le tasse, registrazioni telefoniche, e-mail, e così via. “Scovare i segreti della gente significherà la rottura delle comuni regole morali”, ha detto, perché avremo bisogno di sorvegliare tutti per trovare quell'esiguo numero di persone sospette.
C'è un problema di grande rilevanza che farà sempre del data mining un processo impraticabile quando utilizzato per la ricerca di sospetti terroristi nella popolazione, e questo è ciò che potremmo chiamare il “problema di base”: anche con i più accurati e brillanti test immaginabili, il rischio di falsi positivi aumenta fino a livelli impraticabili, visto che il risultato che si sta tentando di prevedere diventa insignificante all'interno della popolazione che si sta esaminando. Questa roba è difficile ma importante. Se fate attenzione capirete.
Immaginiamo di avere un test sorprendentemente accurato, e ogni volta che si utilizza su un vero e proprio individuo sospetto verranno individuati correttamente i terroristi come tali otto volte su 10 (fallendo due volte su 10), e ogni volta che lo si utilizza su di un innocente, si identificano correttamente individui innocenti nove volte su 10, identificando erroneamente i sospetti una volta su 10.
Questi numeri indicano la possibilità di un risultato con un test che sia accurato, dato lo status della persona, che voi conosce già (e i numeri sono un sicuro vantaggio del test). Ma siete all'altra estremità del telescopio: avete il risultato di un test, e si desidera utilizzarlo per analizzare lo status dei singoli individui. Ciò dipende interamente da quanti indagati ci sono nella popolazione in fase di sperimentazione.
Se disponete di 10 persone, e sapete che una è sospetta, e si valuterà il tutto con questa test, allora si arriverà correttamente ad un vero positivo - in media – e a un falso positivo. Se si dispone di 100 persone, e sapete che uno di loro è il sospetto, avrete il vostro unico vero positivo, in media, e 10 falsi positivi. Se stai cercando un individuo sospetto tra 1000 persone, avrete il sospetto, e 100 falsi positivi. Una volta che i falsi positivi iniziano a surclassare i veri positivi, un risultato positivo del test diventa piuttosto inutile.
Ricordate questo è uno strumento di screening, per valutare il comportamento altanelante di in una popolazione generale. Siamo invitati ad accettare il fatto che i dati su ognuno di noi saranno rilevati ed elaborati, perché lo MI5 è in possesso di algoritmi intelligenti per individuare le persone che non sono mai state precedentemente sospettate. Ci sono 60 milioni di persone nel Regno Unito, con, diciamo, 10000 veri sospetti. Utilizzando il vostro irrealisticamente preciso test immaginario, si ottengono 6 milioni di falsi positivi. Allo stesso tempo, dei vostro iniziali 10000 sospetti, se ne perdono 2000.
Se si aumenta il limite su ogni prova, ad aumentare quello che gli statistici chiamano la “specificità”, e quindi renderla tale da produrre meno falsi positivi, sarà allora anche molto meno precisa, è così inizierete a perdere ancor più dei vostri veri individui sospetti.
Volete magari ancora una più stupidamente accurato test immaginario, senza sacrificare i veri positivi? Non si andrà molto lontano. Diciamo che identificherete incorrettamente una persona innocente come caso sospetto ogni 100: si ottengono 600.000 falsi positivi. Una volta su 1000? Ma dai! Anche con questi impraticabili ma precisi test immaginari, quando viene sondato un campione di popolazione come proposto è difficile immaginare un punto in cui i falsi positivi siano utilmente un numero esiguo, mentre i veri positivi non vadano persi. E il nostro test immaginario è stato davvero ridicolamente buono: è molto più difficile individuare sospetti solo partendo da modelli comportamentali giudicati lievemente anormali.
Le cose peggiorano. Questi sospetti sono agenti sotto copertura, se ne andranno in giro allo scoperto senza meta producendo tracce che vi potranno confondere.
E infine c'è il problema della convalida degli algoritmi, e la calibratura dei vostri sistemi di rilevamento. Per fare ciò, avete bisogno di data training: 10.000 persone di cui si sa con certezza che siano individui sospetti, per avere la controprova dei vostri risultati. Difficile immagine che come possa essere fatto.
Non sto dicendo che non si dovrebbe spiare la gente: Lascio la moralità e la politica a quelli meno incompetenti di me. Sto solo fornendovi la matematica sulla specificità, sensibilità, e falsi positivi.
L'assedio di Gaza continua: L'ultima volta che mi hanno ucciso
SdT: Israele non cesserà mai di commettere crimini a Gaza. Vittorio Arrigoni vivo per miracolo.
da Guerrilaradio, il blog di Vittorio Arrigoni
26/02/2009
Un cuore,
due mani,
un cuore pulsante e una mente ancora funzionante.
Due occhi abbastanza profondi per mettere a fuoco l'ingiustizia a portata di mira dei cecchini.Due mani ancora funzionali per accarezzare cuccioli d'uomo figli spersi di un allah minore, e un cuore aritmico che pompa sangue per una mente poco incline all'indifferenza dinnanzi alla tragedia.
Sono vivo, ma questo potrebbe essere tranquillamente il video della mia uccisione:
Quando un proitettile (anche di rimbalzo) vi sfiora una tempia, vi assicuro è come riceve una sberla a mano aperta da un peso massimo, qualcosa in grado di mettervi al tappeto.
Così due giorni fa, a Khozaa, accompagnando agricoltori palestinesi (noi e loro visibilmente tutti civili disarmati) a lavorare nelle loro legittime terre, ad una distanza di circa 600 metri dal confine snipers israeliani hanno cercato di ammazzarmi.
I proiettili hanno colpito a meno di mezzo metro da dove mi trovavo. Uno di questi a meno di centimetri dal mio viso.
Qualche giorno prima, nonostante la presenza di internazionali,
gli stessi snipers avevano ferito Mohammad al-Buraim, un contadino sordomuto:
Vi prego di prendere visione di questi video e di diffonderli sulla rete.
Parlano chiaro di cosa sia l'assedio israeliano agli occhi di chi non a orecchie per sentire le grida di dolore di questi innocenti quotidianamente macellati
"dall'unica democrazia del medioriente".
A chi non a naso per non sentire il tanfo di fascismo dietro le maschere di vittime di chi a Tel Aviv muove questi killer vestiti da soldati verso il massacro di gente indifesa,
Torneremo presto di nuovo ad accompagnare i contadini palestinesi sui loro campi,
coscienti che morire se per alcuni è questione di sopravvivenza,
per altri un tiro a segno come per puro svago.
restiamo umani.
Vik
ps.
ringrazio tutti coloro, i molti che hanno versato anche un poco per contrubuire al nostro attivismo in difesa dei diritti umani violati sopra queste lande mortificate.
Le testimonianze di sostegno e vicinanza sono il nostro stimolo ad andare avanti, nonostante i timori e le minacce di chi ci vorrebbe eliminare.